Griglie e movimento

Quadrati di Vasarely: le croci luminose sulle diagonali

Di Redazione Illudimi · Aggiornato il 16 giugno 2026 · Lettura 6 minuti

Una serie di quadrati concentrici, ciascuno di un grigio uniforme, dal più scuro all'esterno al più chiaro al centro. Lungo le diagonali compaiono croci più chiare che collegano gli angoli, come raggi luminosi che escono dal centro.

Quelle croci non sono disegnate. Ogni quadrato è di una tinta piatta.

Lungo le diagonali compaiono croci più chiare che non sono disegnate.
Come verificarlo: Ogni quadrato è di un grigio uniforme: le croci nascono dai contrasti tra i bordi.

Che cosa c'è davvero nell'immagine

L'immagine è composta da undici quadrati concentrici, ognuno riempito con un unico valore di grigio. La progressione tra un quadrato e il successivo è regolare e identica ovunque, agli angoli come lungo i lati.

Per verificarlo copri gli angoli con quattro dita, lasciando visibili solo i tratti centrali dei lati: le croci spariranno. Oppure osserva un singolo quadrato isolandolo dal resto: apparirà perfettamente uniforme.

Come funziona

Il meccanismo è l'inibizione laterale, la stessa che produce le bande di Mach. Ogni zona viene segnalata in rapporto ai suoi dintorni, e nei pressi di un confine il rapporto è alterato dalla presenza della superficie adiacente.

La differenza sta in una particolarità geometrica degli angoli. Lungo un lato, ogni punto ha un solo confine vicino: quello con il quadrato adiacente. In corrispondenza di un angolo, invece, il punto confina con il quadrato adiacente su due lati contemporaneamente.

L'esaltazione del contrasto risulta quindi raddoppiata proprio agli angoli, e poiché gli angoli di tutti i quadrati sono allineati lungo le diagonali, il risultato è una serie continua di zone più chiare che formano quattro raggi. Le croci sono la somma di undici piccoli effetti angolari.

Curiosità

L'effetto porta il nome di un artista ungherese-francese che ne fece un elemento centrale della propria ricerca visiva a partire dagli anni Sessanta. Fu tra i primi a usare sistematicamente fenomeni percettivi come materiale artistico, invece che come curiosità.

Il fenomeno è un problema pratico ben noto in grafica: qualunque sfumatura realizzata con passaggi netti tra quadrati o cornici concentriche mostra queste diagonali indesiderate. La soluzione tipica è aumentare il numero di passaggi o arrotondare gli angoli.

Curiosamente, l'effetto si attenua molto usando cerchi concentrici invece di quadrati: senza angoli, manca la geometria che raddoppia l'esaltazione locale del contrasto. È una conferma elegante della spiegazione.

Prova a cambiare qualcosa

Copri una diagonale con una striscia di carta: la croce rimasta continuerà a essere visibile sull'altra diagonale, il che mostra che i quattro raggi sono indipendenti tra loro.

Socchiudi poi gli occhi: le croci diventano più evidenti, perché la sfocatura estende l'area su cui agisce il confronto tra zone vicine.

In breve

Le croci dei quadrati di Vasarely nascono agli angoli, dove ogni punto confina con il quadrato adiacente su due lati e l'esaltazione del contrasto raddoppia. Allineati lungo le diagonali, questi effetti formano quattro raggi luminosi inesistenti.

Questo articolo ha finalità divulgative ed educative. Descrive fenomeni percettivi generali e non costituisce un parere medico. Alcune immagini ad alto contrasto possono causare affaticamento visivo: se una figura ti dà fastidio, smetti di guardarla. Se noti cambiamenti improvvisi o persistenti nella tua vista, rivolgiti a un medico o a un oculista. Leggi il nostro disclaimer completo.