Figura di Varin: il disco che compare tra gli archi
Quattro gruppi di archi concentrici, disposti attorno a una zona centrale vuota. Compare un disco bianco luminoso, apparentemente appoggiato sopra gli archi e più chiaro dello sfondo.
È una variante elegante dei contorni illusori, e mostra che gli indizi non devono essere né identici né disposti simmetricamente attorno alla figura.
Come verificarlo: Sembra un disco solido e brillante appoggiato sopra i cerchi concentrici.
Che cosa c'è davvero nell'immagine
L'immagine contiene solo archi di circonferenza, raggruppati in quattro insiemi concentrici attorno a quattro punti diversi. Il disco centrale non ha contorno e non ha un colore proprio: è lo stesso bianco dello sfondo.
Per verificarlo, ingrandisci l'immagine al centro del disco apparente: non troverai alcun bordo né alcuna variazione di colore. Confronta poi la luminosità del disco con quella di una zona bianca lontana dagli archi.
Come funziona
Ogni gruppo di archi termina lungo una curva. Le quattro curve, prese insieme, sono compatibili con un unico disco che passa davanti e interrompe tutti gli archi contemporaneamente. Il sistema visivo adotta questa spiegazione perché è la più economica: un solo oggetto rende conto di quattro gruppi di interruzioni.
Il caso è particolarmente istruttivo perché gli indizi non circondano la figura in modo uniforme: sono concentrati in quattro zone, con ampi spazi vuoti tra loro. Il sistema visivo deve quindi interpolare porzioni consistenti di contorno senza alcun dato diretto, e lo fa senza difficoltà.
La luminosità aggiuntiva segue lo stesso ragionamento visto per le altre figure illusorie: un oggetto che sta davanti e riflette luce deve apparire un po' più chiaro dello sfondo, e il sistema visivo lo rende tale per coerenza con l'interpretazione che ha scelto.
Curiosità
La figura è meno nota di quelle di Kanizsa, ma viene usata proprio per la sua "irregolarità": permette di studiare quanto contorno il sistema visivo è disposto a inventare in assenza di indizi diretti.
Riducendo il numero di gruppi da quattro a tre l'effetto persiste; a due si indebolisce drasticamente. Come nel quadrato di Kanizsa, esiste una soglia sotto la quale l'ipotesi di superficie non conviene più.
Un dettaglio interessante è che la curvatura degli archi contribuisce all'effetto: sostituendo gli archi con gruppi di linee rette parallele, il disco illusorio compare comunque ma è meno nitido. Gli archi, essendo già curvi, suggeriscono meglio la presenza di un bordo circolare.
Prova a cambiare qualcosa
Copri uno dei quattro gruppi di archi: il disco perde definizione ma non scompare del tutto. Coprine due e osserva il crollo. È un modo per apprezzare la gradualità di questa figura rispetto alla brusca scomparsa del quadrato di Kanizsa.
Prova poi a guardare l'immagine da lontano: il disco illusorio si rafforza, perché i singoli archi diventano meno distinguibili e prevale l'interpretazione globale.
In breve
Nella figura di Varin quattro gruppi di archi interrotti bastano perché il sistema visivo ipotizzi un disco che li copre, ne interpoli il contorno anche dove non ci sono indizi e lo renda più luminoso dello sfondo.